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8月28日 Gelato al peperoncino...La quasi donna, la bambina
Il Lambro scivola placidamente tra l'asfalto,
sotto i ponti,
tra la moltidune di gente che passeggia e il suo vociare,
tra i colori,
tra gli odori di pout-pourri e incenso delle bancarelle,
tra i profumi di mare e di spezie orientali che provengono dai ristoranti,
tra le luci soffuse che costellano i navigli,
tra il caldo di una sera di fine estate.
Mi sporgo leggermente per vedere quella massa scura e nera che si muove e se ne và chissà dove.
Lo scorrere dell'acqua ha sempre avuto il potere d' ipnotizzarmi...
Lo sciabordìo e le increspature che cambiano ogni momento sono come una meravigliosa musica che ti rapisce...
e mi ritrovo bambina sulle rive di un ruscello,
intenta a seguire correndo il bastoncino appena buttato...
immaginando di poterlo cavalcare navigando verso il mare aperto.
E al mio orecchio arrivano le risate delle amiche che sono li con me..
e la magia si spezza.
Una di loro con sigaretta in mano, ammiccando, spara:"eh eh eh.. si perchè è sempre questione di porte che si aprono e che si chiudono...
però l'importante è aprire quel tanto che basta quella giusta...eh eh eh"
E mi ritrovo a partecipare alla risatina complice che segue, così senza impegno, senza partecipazione, lasciando correre...anonimamente..
perchè questa sera non ho voglia di pensare e di parlare delle mie porte, di ribattere,di condividere e di confrontarmi, di spiegare come le ho aperte, a chi le ho aperte, perchè le ho aperte, cosa ho imparato,le cicatrici...già fatto, già masticato, già digerito.
E la mia attenzione è catturata da una gelateria, una vecchia gelateria, con un cartello all'ingresso :
"Cioccolato aztheco al peperoncino"
E come un fulmine la frase "E' MIO!" ha attraversato il mio cervello.
Correndo sui tacchi dei sandali nuovi, sono arrivata davanti al bancone con il fiatone e ho chiesto un cono da 2 euro e trenta
(era il più piccolo, maledetta Milano fashion arghhhhhh!) cioccolato al peperoncino e panna cotta.
Sono uscita gustando quel leggero pizzicare, quella piacevole tortura sulla mia lingua e sulle mie labbra al gusto di cioccolato.
E sono tornata a recitare la mia parte...camminando e scherzando; fermandomi ogni tanto davanti qualche bancarella, così solo per gioco, come avrei fatto qualche tempo fà....
l'unica cosa che è cambiata è la consapevolezza....
... La consapevolezza che, ogni cosa che faccio, qui, ora, non ha più senso e che il senso lo ritroverò solo su quell'aereo...
E, il presente è solo un'attesa che mi consuma.
8月24日 ......Zona d'ombra
Guardo il mio viso allo specchio...
E' abbronzato.... disegnato...
Ritrovo tutto come al solito.. anche il mio neo alla Marylin
riordino le sopracciglia.
.... tocco le labbra...
sono morbide.
Tutto al giusto posto.
Ma un'ombra sulla guancia attira il mio sguardo.
Mi avvicino allo specchio....
aumento la luce e tolgo un pò di trucco.
C'è una macchia.
Una macchia sulla mi guancia abbronzata.
Una macchia che non avevo mai visto.
Cerco di toglierla strofinando la salvietta sul viso.
Gratto delicatamente.
non se ne và.
gratto più forte...
non se ne và.
gratto disperatamente fino a quando la pelle non s'arrossa....
Non mi fermo neanche quando inizia ad uscire sangue.
Continuo a strofinare e a grattare a strofinare e a grattare senza pietà..... meccanicamente.
Spargo il sangue per tutto il viso.
Mi fermo e controllo.
La macchia è lì
non s'è mossa
fa parte della pelle....
Mi sciacquo la faccia e nonostante i graffi vedo la macchia.
Mi guardo e tutto è al giusto posto come prima.
Ma ora in più c'è la macchia
che non mi rende nè più bella nè più brutta..
mi ha solo cambiata.
8月23日 Pippo pippo pippo.........Indefinito ..... zona d'ombra
"Scusa per il mio ho capito e invece non avevo capito un c........
Scusa perchè non ho riflettuto sui miei comportamenti idioti,
sugli spettacoli che metto in scena per distogliere lo sguardo da ciò che sono davvero
perchè ho paura
perchè non mi sento mai abbastanza
perchè gli altri sono sempre meglio di me
perchè io non penso di meritare l'attenzione di qualcuno
perchè non mi fido mai veramente di nessuno.... soprattutto di me
perchè la zavorra che mi porto dietro alle volte è troppo pesante...
Ma in fondo devo chiedere scusa a me....
A quella io che non ho mai ascoltato
che ho messo in standby
che non ho mai rassicurato
a quella me alla quale,ancora prima degli altri, non ho dato chances.
E preferisco giocare.....
giocare al rialzo:
Si... io ti dono un pò di me stessa, la parte più superficiale, la meno vulnerabile, e in cambio voglio il mondo.
E se non ti va bene così... pazienza vuol dire che non mi meriti.
E fino ad ora non era stato un problema.... nessuno mi aveva costretto a pensare...
o forse si qualcuno l'ha fatto.... ma gli ho sbattutto la porta in faccia... troppa fatica
e poi che cosa voleva da me quello... gli avevo già dato ciò che per me era sufficiente...
il mio corpo per poter pretendere altro.
E la tua domanda:"Ma ti sto rubando qualcosa chiedendoti cosa provi?!"
E..... la risposta è SI tu mi rubi qualcosa...
rubi la mia coperta di linus...
rubi il mio potermi nascondere....
rubi la mia immaturità che non mi fà rischiare....
mi obblighi a essere ciò che sono senza scuse...
mi obblighi a uscire dalla mia fortezza costruita durante gli anni con il sangue e con il dolore ....
Quella fortezza odiata e amata,
infinitamente piccola ma così meravigliosamente confortante
che mi ha protetto da tempeste che altrimenti non avrei sopportato...
e che però non mi ha permesso di uscire e vedere il mondo fuori.
Mi costringi a fidarmi di te e quindi a non potermi più difendere.
Un'ultima cosa....
...... credimi ....il dolore di una bambina tradita è difficile da dimenticare......"
8月20日 Se non... Se non sono per me stesso, chi sarà per me?
Se sono per me stesso soltanto, che cosa sono?
Se non ora - quando?
Detto Talmudico
Mishnah, Abot Stardust.....La geisha
Gli occhi......
Scendo dall'auto e il vociare proveniente dal mio giardino m' assale.
E inizio a pensare a come smaterializzarmi durante il tragitto macchina- cancello di casa.
Provo:" Abracadabra!". Niente. Le voci si fanno sempre più vicine. Stringo gli occhi e con tutta la mia energia penso:" E' un sogno, è un sogno. Sono già nella mia camera, sono già nella mia camera"
li riapro e due occhioni castani sono piantati davanti a me e sbattendo le ciglia mi scrutano con curiosità.
Sento la mia voce che dice:" Ciao zanzara!" e in mezzo secondo mi ritrovo investita da un ciclone con le treccine, mia cugina.
"Ciao! sei arrivata! sei arrivata!!!" e i suoi occhi brillano di felicità, come solo quelli di un bambino possono fare perchè non contaminati ancora dall'assenatezza.
Vengo letteramente trascinata davanti al patibolo al ritmo di :"E' arrivata!!E' arrivata!!!!!" e dieci teste contemporaneamente si girano verso di me. Metto subito la maschera "che bello rivedervi" e recito la parte di rito.
Ma mi sento come un bersaglio al poligono, le domande vengo sparate come proiettili da una mitragliatice... non c'è niente di più curioso di una single che parte per l'altra parte del mondo, e non esiste pietà, anche se è una tua parente.
"Da quanto tempo non ci vediamo?"( penso: due mesi, ma a me sembra una settimana, arghhh!)
"Cosa hai fatto hai capelli?" (penso:il cloro è meglio della parrucchiera)
"Ma come sei abbronzata?" ( vedi: sei più nera di me, eppure io sono andata al mare)
"Allora ti sei fatta il ragazzo?" ( vedi: sei incapace di tenerti n uomo)
ma ormai a questa domanda ne segue subito un'altra:
"Ah già ma tanto a cosa serve... tanto devi partire! Anzi a quando la partenza???!""""
e inesorabilmente come al sole segue la luna la domanda clou che ormai mi sento ripetere da 6 mesi:
"Ma perchè hai deciso di partire??!"
Silenzio...... e anche mio zio che di solito non smette di ruminare nemmeno per andare al bagno, rimane con la bruschetta a mezz'aria in attesa della mia risposta.
E come spiegare....
come raccontare tutte le delusioni...l'esperienze...le fatiche..le gioie....le prese di coscienza...le rivoluzioni..l'incontro con me stessa
.... la distruzione e la ricostruzione e la voglia di cambiare, di prendere una strada nuova...
.... completamente nuova.... sia per nazione , che per lingua, che per cultura...
Per poter mettermi alla prova, per conoscere altre realtà, per rigenerarmi e forse anche un pò scappare....
.... dalla mia vecchia me.... che si nascondeva perchè era più facile...la voglia di fare qualcosa che non avrei mai fatto prima...
Ma ai parenti non si può dire questo, non si può dire la verità.
La menzogna è molto più facile, più convincente, mantiene lo status quo,non fà agitare.. e così ecco la frase giusta, la frase socialmente accettata:
"Ho deciso di partire perchè voglio migliorare il mio inglese!"
E BUMMMM! I fuochi d'artificio iniziano a scoppiare in cielo, lamine dorate disegnano fontane con il centro rosso fuoco e ormai l'interesse per la mia partenza è vacuo come i disegni che si formano sopra le nostre teste.
E sento due occhioni castani che mi scrutano come prima, che vedono solo la cugina preferita... e la cugina preferita non riesce a resistere a quel richiamo e abbraccia la zanzara che ha tenuto stretta per la prima volta nella camera di quell'ospedale infagottata da una copertina rosa e l'ha amata subito sentendo di dover prendersi cura di lei... e la culla d'ospedale e il sapere che già mi mancherà si fondono davanti a quella pioggia scintillante.
E tra i fumi dei fuochi s'intravedono le stelle ....
Quelle stelle, che ho visto cadere.... nuda sotto una coperta, sul tetto di una casa, bevendo un bicchiere di vino rosso..... abbracciata ad un amico, con attorno le luci e la vita della città che scorreva indifferente.
Le ho viste cadere con ancora il suo sapore sulle labbra, con la sensazione di avere già rovinato tutto, con il piacere di essere protetta e con la voglia di rimanere su quel tetto per sempre.
E gli occhi....
e la sua voce "Hi... I see you"....
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