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6月6日 And...La quasi donna
E piove....
E ho ancora indosso il pigiama e la voglia di tornare a letto...
E siamo a giugno, e devo ancora mettermi la felpa, e ma che freddo che c'è e non ci sono più le stagioni di una volta.....
e sono incazzata, non arrabbiata... proprio incazzata...
e dovevo andare a pagare una multa e perchè poi più aspetti e più è peggio e perchè poi diventa il doppio
e devo andare a fare la spesa e i benzinai hanno deciso di fare sciopero
e io che non guardo mai un telegiornale..... e io che faccio sempre solo dieci euro di benzina..
e domani devo fare almeno 4o km....
e che dovrò litigare con mio padre perchè lui guarda sempre i telegiornali e ha fatto il pieno e tu sempre la solita...e con la testa fra le nuvole....
e non ascolti mai nessuno...e fai sempre di testa tua e ...non dai più un esame e non sei neanche venuta al mio compleanno e avevi le prove di teatro ..
e potevi per una volta saltarle...
e perchè pensi di sapere sempre tutto e perchè dovevi proprio andare in Australia...
e perchè quando ci si parla con muri costruiti duranti gli anni non ci si vede e non ci si sente....
e piove...
e Uma Thurman mi guarda dalla copertina di Pulp Fiction con aria di sfida, con quel caschetto nero e le labbra rosse e....
per una volta vorrei essere io l'eroina di Tarantino e ballare con Jhon Travolta sulla musica dei biscotti...
e perchè le donne hanno la cellulite e la buccia d'arancia ...
e perchè gli uomini anche se hanno la pancia da bevitore di birra e non li massacrano con messaggi subliminali di nuove creme da 100 euro e ...
e perchè loro quando si spogliano non hanno mai problemi di prima, di seconda, di terza anche se hanno i pettorali di una mosca..
e...
e ancora ci rimango male se leggo di persone che non dovrebbero più significare niente ..
e poi parlo fino alle due di notte su skype con un amico e che la mia ex non merita più niente e che l'attuale ha brutte compagnie e che è immatura e che vorrei trovare una donna che sia donna e che tu quando te la chiedo non me la dai mai...
e che io ho lavorato di domenica pomeriggio in piscina con la felpa e la tuta e le calze...
e che ho chiuso alle sette e mezza e che non sono riuscita a bere l'aperitivo..
e che sono andata alla festa del rugby e che ho fatto una coda di un'ora e mezza e non sono riuscita neanche a mangiare lo spiedino..
e che ho telepaticamente litigato con una persona che pretende senza dare niente..
e...
e che mentre facevo a cazzotti per avere i tortelli invece dello spiedino ho conosciuto una persona..
e che mi sembrava di conoscerlo da una vita e che ha un fisico da paura e che è simpatico...
e che mi ha accompagnato alla macchina e mi ha chiesto il numero..
e che io mi sono detta e lasciamoglielo....
e che mi ha invitato a casa sua a vedere un film e che tutte e due siamo appassionati di Kubrick..
e che io sono sempre la solita e che ci sono andata pensando:" forse lui mi stupirà e non seguirà il copione..."
e che invece in parte ha seguito il copione e io ho deciso di finire l'episodio in modo diverso...
e che mi ero ripromessa di non ritrovarmi più bip-dipendende
e invece sono qui che a ogni messaggio muoio ...
e ogni tanto mi ritorna in mente il sapore di un amore intenso al gusto di vino rosso che non è stato..
e non ho ancora capito perchè....
e che la mia migliore amica mi fà piangere in chat e che certe cose noi non siamo mai riuscite a sputarcele in faccia
e però le abbiamo sempre sapute... le maniiiiiiiiiii....
e intanto Elisa canta...
e quello stronzo non si è fatto ancora sentire....
e che tutte le volte ci credo sempre e non ho ancora imparato le regole del gioco...
e perfortuna ci sono cene a base di pesce e che il camerierie aveva le rughe d'espressione perchè non riusciva a smettere di sorridire quando abbiamo ordinato due bottiglie del vino più costoso...
e il bicchiere di Porto con cannella e chiodi di garofano e cioccolato e 'fanculo la buccia d'arancia...
e le cornamusa scozzesi...
e piove
e io che continuo a ripromettermi cose che non farò mai...
e che vado a fare benzina perchè un self-service, in tutta la città è aperto...
e chi vive troppo cautamente è spesso ucciso dal cadere di una foglia secca....
e...
6月4日 E' quasi finita....La maestra
Driiiiiinnnnnnnnnnnnn!!!!!!!!!!
La campanella suona.
Un'orda di barbari si riversa alla porta facendo a cazzotti per uscire....ufff..... mi toccano gli straordinari.... ufff!
Lo spirito di Maria Callas è con me e mi aiuta a riportare l'ordine... e una fila silenziosa e ordinata varca la soglia.
Ritorno in aula e mi siedo alla cattedra.....(ne sono uscita viva anche oggi...).
e mi ripeto"Cattedra".....una parola che nell'ambiente scolastico trasuda potere...
Chi da bambino non ha mai sognato di sedere al posto della maestra?!
Chi non ha mai desiderato abbaiare ordini ai propri compagni?!
Chi non ha mai fantasticato su come dettar legge n classe??!
Ed eccomi qui.....ma quanto è diversa la realtà dai sogni di una bambina innamorata della sua insegnante d'italiano, che passava pomeriggi e pomeriggi a giocare imitandola.
"Fai questo esercizio..." dicevo al mio invisibile alunno e subito dopo lasciavo il ruolo di maestra per scribacchiare su un foglio un esercizio fatto la stessa mattina a scuola, infilandoci qualche errore.
E poi di colpo ritornavo La Maestra, che con la penna rossa corregge e da' il voto....ma mai meno di "benino" (e non sono cambiata....)
Guardo i banchi e le file sembrano una strada di montagna...
La stanza è irrealmente silenziosa e mi ritrovo ad osservarla da un nuovo punto di vista.
Per una volta non sono occupata solo a spiegare/ correggere/ urlare/sedare risse/ soffiare nasi/ cantare/ allacciare scarpe/richiamare/ dirigere sedute di outing/ridere/ scrivere/consolare/ integrare/docere, il tutto contemporaneamente....
Do' un'occhiata in giro... alcuni fogli fanno disordinatamente capolino da sotto i vari banchi.
Il pavimento è disseminato di ritagli di fotocopie e di pezzetti di cartoncini colorati,di briciole di cancellature e merendine.
Sulla lavagna l'ultimo argomento affrontato: English jobs....
...milkman,postman, lollipopman, come se in Inghilterra ci fossero solo lattai, postini o uomini che aiutano ad attraversare la strada...complimenti agli autori del libro...tzè! bisognerebbe metterli alla gogna...
Ho ancora sulle mani il gesso e la sensazione fastiodisa della sua polvere sulle dita, mi fà ritornare al primo giorno di scuola....
Quella mattina mi svegliai prima del solito per la paura, chiedendomi cosa mi sarei dovuta inventare per gestire la situazione
(sui libri di pedagogia non c'è scritto.)
Primo giorno del mio primo vero lavoro.
Arrivai in quel paesino di montagna, che non avevo mai sentito nominare, dopo quaranta minuti di tornanti .
La bidella mi aprì la porta guardando incuriosita questa estranea arrivata chissà da dove, con un paio di ballerine stranissime e dei riccioli che andavano da tutte le parti, mi chiese: "E' la sorella di qualche bambino?!"
Io un pò imbarazzata dissi: "ehmmm veramente sarei la nuova maestra d'inglese.."
E lei stupita:"Una maestra?!" e io: "ehm, si ho il diploma a casa e per cinque anni sono andata in una scuola che spacciavano come istituto magistrale..."
Bidella:"Si...si le credo, è che sembra tanto giovane.. bhè le vado a chiamare l'altra maestra"
Da una delle aule uscì una signora magrissima sulla cinquantina con gli occhiali abbassati sul naso.
Si avvicinò scrutandomi e con piglio di chi è abituato a interpretare al volo le persone mi disse:" Non aspettavamo una maestra così giovane...ma è meglio così, di vecchia ci sono già io.. allora ti hanno già spiegato la particolarità di questa scuola, quella dell' anno scorso a marzo è scappata".
E io deglutì:"No veramente non mi hanno detto niente...."
Lei:"Immaginavo....dunque in questa scuola ci sono solo 25 bambini.. divisi in due pluriclasse, abbiamo la prima e la terza insieme e poi la seconda, la quarta e la quinta insieme. Ora tu sei in prima e in terza....Auguri sono i più tosti. Qualche domanda?!"
Io: " L'ultima volta che ho sentito parlare di pluriclasse era nei racconti di mia nonna.... ma come si fà a insegnare con programmi così distanti?"
Lei:"Io ho imparato a usare la fantasia... ti consiglio di fare altrettanto..." e così dicendo mi accompagnò davanti all'aula.
Aprì la porta e il caos più totale m'investì... bambini che si rincorrevano, bambini che andavano a quattro zampe, bambini che imbrattavano la lavagna, bambini che urlavano...un'incubo.
"Ehiiiiiii??????!!! è così che vi presentate alla nuova maestra?!"urlò la signora magrissima, ma dotata di un ottimo diaframma....
Come per magia tutti trovarono il proprio banco e iniziarono a guardarmi con curiosità...in silenzio...
Il più coraggioso chiese:"Ma cosa ci insegni?!"
Io:"Inglese!" e tutti :" Ma tu sei inglese?!!" e io:" No mi dispiace, sono italiana."
E un altro. "Ma quanti anni hai?!"
Io : "24!" e lui: "ah ma allora sei vecchia!"
E io zitta con gocciolone sulla testa.
"Bene vedo che avete fatto conoscenza vi lascio da soli." e così dicendo la signora magrissima se ne andò e chiuse la porta e mi sembrò che chiudesse anche la mia unica via d'uscita.
La prima cosa che pensai fù:"Adesso mi sveglio, è solo un'incubo, un pizzicotto e sono all'università tra giri in centro e lezioni da seguire.."
ma poi mi voltai e guardai le facce in attesa.
Presi il gesso e scrissi: "My name is Laura".
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